Centro Terapeutico della Comunicazione

 

Norme Diploma

 

Regolamento del lavoro di diploma

 

Sommario

1. Il significato del lavoro di diploma
2. Organizzazione
3. Obiettivi del lavoro di diploma
4. Tipi di lavoro di diploma
4.1. Criteri di scelta
4.2. La scientificità di un lavoro di diploma
5. Valutazione del Lavoro di diploma
5.1. Presentazione scritta
5.2. Presentazione orale pubblica
5.3. Valutazione
6. Il Relatore del lavoro di diploma
7. La commissione scientifica
7.1. Compiti
7.2. Composizione
8. Il Lettore
9. INDICAZIONI BIBLIOGRAFICHE

 

Il significato del lavoro di diploma

Uno studente che si accinge ad affrontare “l’avventura” della preparazione di un lavoro di diploma dovrebbe cominciare col chiedersi quale sia il significato che il lavoro può e deve avere nel curriculum professionale.
Significato che diventa più evidente non appena si riflette sul fatto che la preparazione e la discussione del lavoro di diploma sono il preambolo alla conclusione di un lungo processo formativo.

Innanzitutto la scuola ha favorito sempre di più il cammino nelle direzioni di una sempre maggiore autonomia nell’organizzazione dell’attività di studio e di ricerca, di una crescente creatività intellettuale e di una sempre più netta personalizzazione nel modo di affrontare, organizzare e valutare le proprie conoscenze.
Il lavoro di diploma può quindi presentarsi come un’occasione importante per verificare il proprio livello di autonomia, di creatività, di personalizzazione raggiunto nel campo professionale della ricerca.

Il lavoro di diploma potrà essere per lo studente anche un’occasione per potersi confrontare con altre figure professionali che nel campo sanitario devono trovare, a scuola prima, nel lavoro poi, dei momenti di incontro che saranno la base di un lavoro interdisciplinare e transdisciplinare basilari per la qualità del lavoro riabilitativo.

Il lavoro di diploma comporta che lo studente giunga alla fine ad elaborare, in molti casi per la prima volta, qualcosa che somigli molto ad un libro, sia pure in formato ridotto.
Si tratta di un testo di una certa estensione, con una sua unità di insieme, ma anche con una sua articolazione interna, con una suddivisione in parti e capitoli, con l’utilizzo corretto di un certo tipo di linguaggio che potrà essere scientifico, tecnico, medico, psicologico, pedagogico, ecc.; linguaggi diversi per la terminologia impiegata, ma da usare con rigore, chiarezza, abbondanza di dettagli, necessari a spiegare al lettore gli argomenti trattati.

La presentazione e la discussione del lavoro di diploma vanno intesi come una importante occasione di autorealizzazione, di personalizzazione dello studio e della ricerca, di capacità di autoapprendimento e, in certa misura, di attivazione anche di certe capacità creative.

Organizzazione

Il lavoro di diploma va considerato quale parte integrante della formazione.

L’acquisizione del lavoro di diploma serve per poter accedere agli esami finali e dunque per l’ottenimento del diploma.

Il lavoro può essere svolto:
            - individualmente
            - in gruppo (di regola massimo 3 persone)
            - interdisciplinariamente

Il progetto del lavoro deve essere presentato e discusso con la commissione scientifica entro i termini stabiliti, e deve comprendere:

  1. Titolo provvisorio
  2. Definizione del tema e motivazione della scelta
  3. Ipotesi e obiettivi del lavoro
  4. Metodologia e mezzi previsti per raggiungere gli obiettivi della ricerca
  5. Indice di massima
  6. Bibliografia di riferimento iniziale
  7. Calendario di lavoro
  8. Proposta di un relatore

 

Deve inoltre rispondere ai bisogni della realtà sociosanitaria ed essere socialmente ed eticamente accettabile.

Il lavoro deve essere argomentato secondo i principi di:
            - coerenza
            - pertinenza
            - responsabilità
            - economicità
            - scientificità

Ogni studente o gruppo di studenti , per realizzare questo lavoro di diploma, beneficia di un consulente, detto anche relatore, che è proposto dallo studente ed approvato dalla commissione scientifica al momento dell'accettazione del progetto.

Il relatore svolge il compito di seguire, supervisionare il lavoro e favorire i contatti utili per lo studente; risponde, oltre ad un bisogno di formazione dello studente, anche ad un importante aspetto di valutazione sul percorso didattico e sulle capacità acquisite dall’allievo.
Al relatore vengono riconosciute di regola un numero massimo di 20 ore/lezione per ogni lavoro di diploma.

Obiettivi del lavoro di diploma

Il lavoro di diploma deve aiutare lo studente a sviluppare:

  1. la capacità di integrare le conoscenze con le sue attitudini professionali,
  2. la capacità di riflettere su problematiche inerenti l'attività professionale,
  3. la capacità di pensare in modo scientifico ed avvicinarsi agli strumenti della ricerca scientifica,
  4. la capacità di riflettere rispetto alla complementarietà con altre figure professionali,
  5. la capacità di adeguare le sue conoscenze ed esperienze a altre realtà socioculturali e ai bisogni del territorio nel quale opera.

Tipi di lavoro di diploma

Esistono diverse possibilità di lavoro di diploma. Le scelte più frequenti vertono su:

Analisi di esperienze
Presentazione di esperienze cliniche, la loro analisi, il paragone con altre attività o esperienze simili.
Spesso sfocia con l'elaborazione di proposte che permettono di raggiungere, riorientare delle azioni.

Verifica di efficacia
Applicazione di protocolli di trattamento e verifica della loro efficacia secondo indicatori validati.
Applicazione di protocolli di valutazione e verifica della loro validità.

Creazione di nuovi approcci terapeutici
Sulla base di riferimenti bibliografici o esperienze personali, creazioni di protocolli o strumenti di trattamento.

Analisi di sistuazioni
Applicazione di strumenti o procedure di valutazione per verificare una data situazione (in relazione all’ambito professionale).

Criteri di scelta

Per la scelta del lavoro è opportuno ricordare alcuni criteri da rispettare:

  1. Rispetto delle regole indicate e dei criteri di scientificità.
  2. Fondamenti bibliografici attuali e riconosciuti.
  3. Interesse personale: l’argomento deve essere interessante per l'autore
  4. Accessibilità delle fonti, anche rispetto al tempo disponibile.
  5. Fattibilità: si tratta di valutare le risorse culturali ed intellettuali che permettono un trattamento conveniente dei materiali indispensabili per la ricerca.
  6. Trasparenza, che presuppone una certa padronanza metodologica.

La scientificità di un lavoro di diploma

Una ricerca può essere considerata scientifica se:

  1. l'oggetto, l'argomento considerato è definito chiaramente;
  2. gli argomenti non ancora esaminati in precedenza, oppure riconsiderati sotto un nuovo aspetto, sono ampiamente documentati;
  3. si può considerare di utilità pubblica;
  4. rispetta il principio della reperibilità di tutte le fonti utilizzate (bibliografia corretta ed esaustiva);
  5. contiene tutti gli elementi che permettono una riproduzione del lavoro;
  6. fornisce degli elementi che permettano di verificare positivamente e negativamente le ipotesi e le conclusioni presentate, fornisce quindi degli elementi che permettono la sua discussione pubblica.

Valutazione del Lavoro di diploma

La valutazione si suddivide in 2 parti secondo i criteri di valutazione espressi in:
ML 2-22 Rapporto Valutazione LdD scritto e 
ML 2-23 Rapporto Valutazione LdD orale.

  1. La valutazione del lavoro scritto, per la quale la commissione si avvale dell'apporto di un lettore.
  2. La valutazione dell’esposizione orale pubblica.

Presentazione scritta

Il lavoro di diploma dev’essere consegnato entro i termini stabiliti in tre copie complete e rilegate.

Dimensioni e forma
Il lavoro di diploma deve essere costituito quantitativamente da al massimo 30 pagine dattiloscritte (allegati non compresi) per un lavoro individuale.
Per lavori in gruppo il numero delle pagine viene fissato di regola al massimo a 40. Eventuali eccezioni devono essere discusse tra i candidati, il relatore e la commissione scientifica.
I caratteri tipografici utilizzati devono essere facilmente leggibili, sia nella forma che nella dimensione.
Il lavoro di diploma deve comprendere i seguenti elementi:

  1. una copertina;
  2. un abstract di al massimo una pagina (contenuto: la presentazione del tema, degli obiettivi, dell’approccio teorico, delle eventuali ipotesi, gli autori di riferimento principali, i risultati ottenuti e le conclusioni);
  3. 5 parole chiave;
  4. un indice dettagliato;
  5. un’introduzione dove sono indicati i motivi della scelta, gli obiettivi, eventuali ipotesi di lavoro e il metodo usato;
  6. una parte generale comprendente: l’approccio teorico, l’ipotesi, il percorso scientifico;
  7. la parte sul materiale e metodo utilizzati;
  8. la presentazione dei risultati e la loro discussione;
  9. una conclusione;
  10. una bibliografia;
  11. gli allegati o le appendici.

Il testo può essere illustrato da tabelle, grafici, immagini: ogni figura inserita deve essere numerata e prevedere una didascalia esplicativa.
Il lavoro può essere corredato da materiale audio visivo (registrazioni audio, filmati).
Alla fine dell’introduzione figura la dicitura seguente: “L’autore (gli autori) è (sono) l’(gli) unico(i) responsabile(i) di quanto contenuto in questo lavoro”.
Il lavoro di diploma, deve essere rilegato e consegnato alla scuola in tre esemplari.
Dev’essere pure consegnato un file in formato Word contenete il titolo, con gli autori e il relatore, l’abstract con le parole chiave e la bibliografia e un file in formato JPG con l’immagine della copertina
Ogni lavoro di diploma accettato è diffondibile.

Presentazione orale pubblica

Di regola durante il mese di giugno viene organizzato un pomeriggio pubblico in cui gli studenti presentano il loro lavoro, avvalendosi dei supporti audiovisivi che ritengono più efficaci.

La presentazione deve durare al massimo 20 minuti, dopo di che sono previsti 10 minuti per le domande aperte da parte del pubblico.

Valutazione

Il lavoro è valutato con nota risultante dalla media ponderata della valutazione scritta con quella orale (la nota della valutazione della parte scritta valle doppio).
Per l’acquisizione del lavoro la nota risultante dev’essere sufficiente.
In caso di valutazione insufficiente vengono concessi dei periodi supplementari per la rielaborazione del lavoro.
I risultati delle valutazioni vengono comunicati nei giorni seguenti alla presentazione pubblica.

Il Relatore del lavoro di diploma

I compiti del relatore sono di:

  1. Aiutare lo studente a definire l’argomento della ricerca, sulla base delle indicazioni della commissione scientifica, e guidarlo nell’organizzarne il suo svolgimento.
  2. Partecipare all’incontro organizzato dalla commissione scientifica e finalizzato alla presentazione della metodologia seguita dalla scuola per lo svolgimento del lavoro di diploma.
  3. Favorire lo studente nella ricerca dei contatti utili con persone che potrebbero essere significative per la realizzazione del lavoro; aiutarlo nella ricerca e nella scelta del materiale bibliografico.
  4. Supervisionare regolarmente il lavoro con dei momenti di confronto e riesame del progetto, favorendo, se necessario, eventuali correttivi.
  5. Aiutare lo studente a superare eventuali momenti di empasse, fornendo le indicazioni o i mezzi necessari per poterli superare, partendo comunque dal concetto di favorire la massima autonomia dello studente.
  6. Mettere a disposizione dello studente un determinato periodo di tempo, per esempio pianificare degli incontri mensili per fare il punto della situazione e trovare le giuste strategie per il proseguimento del lavoro.
  7. Mantenere dei contatti regolari con la commissione scientifica.
  8. Dare un giudizio scritto sul percorso didattico e le capacità acquisite dallo studente durante il periodo nel quale ha realizzato il lavoro.

Il tempo di lavoro riconosciuto al relatore è di massimo 20 ore/lezione (pagate secondo le indicazioni dell’Autorità cantonale).

La commissione scientifica

Compiti

  1. Se necessario aiutare lo studente nella ricerca di un relatore del suo lavoro di diploma.
  2. Se necessario discutere ed orientare lo studente nella definizione dell’argomento.
  3. Discutere con lo studente la scelta degli argomenti, tenendo conto dei bisogni della realtà socio-sanitaria ticinese, degli orientamenti attuali a livello degli studi e delle ricerche.
  4. Orientare i relatori sulla metodologia seguita dalla scuola per lo svolgimento del lavoro di diploma.
  5. Esaminare il progetto presentato dallo studente, discutere e mediare eventuali nuove strategie da seguire.
  6. Condurre la seduta di valutazione finale del lavoro di diploma definendone i principi ed i criteri di valutazione.

Composizione

La commissione scientifica dev’essere composta da almeno 3 persone, fra cui il responsabile della formazione o un sostituto da lui designato.
La commissione scientifica si avvale per la valutazione di ogni lavoro scritto dell’apporto di un lettore.
Il giudizio finale sul lavoro di diploma viene dato dalla commissione scientifica unitamente al lettore.

Il Lettore

Ogni lavoro di diploma è valutato da un lettore designato dalla commissione scientifica: può essere un docente della scuola oppure un esperto esterno.
Il lettore partecipa alla discussione del lavoro di diploma esprimendo un suo giudizio attraverso una relazione scritta e può essere consultato dalla commissione scientifica per ulteriori chiarimenti.
Al lettore verrà attribuita una indennità di 4 ore lezione per lavoro di diploma (l’importo è regolato dall’Autorità cantonale).

 

Valutazione della presentazione orale del lavoro di diploma

Cognome e nome autori

 

Corso

 

Titolo del lavoro 

 

Esaminatori

 

Data

 

 

Criteri

Punti

 

1

 

La presentazione rispetta i tempi previsti e, in caso di più autori, viene ripartita in modo equo fra gli autori del lavoro.

10

 

2

 

La scelta degli aspetti esposti è coerente con il lavoro scritto e rappresenta una sintesi significativa che ne evidenzia i punti salienti.

14

 

3

 

La dizione e l’uso dei mezzi audiovisivi sono adeguati e garantiscono una comprensione ottimale dell’esposto.

10

 

4

 

Lo(gli) studente(i) dimostra(no) la capacità di sostenere le scelte fatte e le riflessioni espresse nel lavoro con teorie di riferimento o evidenze della pratica, rispondendo alle domande poste e argomentando in modo convincente le proprie opinioni e dimostrando una conoscenza approfondita della materia.

10

 

5

 

Nella presentazione è compresa un’analisi critica del lavoro svolto che ne identifica gli elementi riusciti e quelli ancora perfettibili.

6

 

 

Totale punti

50

 

 

Nota

 

 

Tabella conversione punti – nota

47 -  50 punti = nota 6                          
43 -  46  punti = nota 5.5                      
39 -  42  punti = nota 5                         
35 -  38  punti = nota 4.5                      
30 -  34  punti = nota 4  (sufficienza)                 
23 -  29  punti = nota 3.5
16 -  22  punti = nota 3
  8 -  15  punti = nota 2
  0 -  7    punti = nota 1

Criterio

Osservazioni

1

 

2

 

3

 

4

 

5

 

In generale

Valutazione della parte scritta del lavoro di diploma

Cognome e nome autori

 

Corso

Titolo del lavoro 

Esaminatori

 

Data

 

 

Criteri

Punti

 

1

 

Il documento rispetta le norme in vigore per la stesura del lavoro scritto.
(cfr “Regolamento LdD” e “Indicazioni bibliografiche SSMT”).

20

 

2

 

Il documento è redatto con "linguaggio e veste grafica" chiari e comprensibili.

10

 

3

 

L'argomento del lavoro é definito in modo chiaro e le ipotesi di partenza sono esplicitate.

10

 

4

 

Il lavoro si fonda su conoscenze valide, approfondite ed attualizzate degli argomenti trattati; i rife­ri­menti bibliografici sono aggiornati e significativi.

20

 

5

 

Il percorso metodologico é esplicito e corretto (riproducibile in ogni sua parte).

20

 

6

 

Il documento contiene delle riflessioni pertinenti e approfondite rispetto ai dati raccolti.
Le conclusioni sono rilevanti e sono espresse in modo sintetico ed esaustivo.

20

 

 

Totale punti

100

 

 

Nota

 

Tabella conversione punti – nota

93 - 100 punti = nota 6                         
85 -  92  punti = nota 5.5                      
77 -  84  punti = nota 5                         
68 -  76  punti = nota 4.5                      
60 -  67  punti = nota 4  (sufficienza)                 
50 -  59  punti = nota 3.5
35 -  49  punti = nota 3
11 -  34  punti = nota 2
   0 - 10  punti = nota 1

 


Criterio

Osservazioni

1

 

2

 

3

 

4

 

5

 

6

 

In generale

 

.

Nel testo viene indicato sempre lo studente al singolare: la dicitura è valida per ambo i sessi e per gruppi di studenti

 

Indicazioni Bibliografiche


INDICAZIONI FORMALI RELATIVE ALLA BIBLIOGRAFIA

«La bibliografia è per i libri ciò che la bussola è per la navigazione».

Uno dei criteri importanti della scientificità di un testo è la rintracciabilità delle fonti da cui esso è
ispirato o a cui fa riferimento.
Di seguito sono riportate le indicazioni formali rispetto alle citazioni e a come strutturare la
bibliografia.
La scelta di queste norme risponde a convenzioni orientate all’esigenza di costruire citazioni
bibliografiche agevoli, coerenti e rapidamente comprensibili.
Sommario
1 Bibliografia generale ............................................................
2 Libri ..........................................................................................
3 Riviste - pubblicazioni ..........................................................
4 Letteratura grigia ...................................................................
5 Materiali elettronici .................................................................
6 Citazioni .....................................................................................
6.1 Nota inserita nel testo con ripresa a piè di pagina............
6.2 Citazione discorsiva che si limita a citare tra parentesi il cognome e iniziale del nome
dell’autore e l’anno di pubblicazione.......................................
6.3 Regole generali per le citazioni........................................

1 Bibliografia generale
E’ posta alla fine del lavoro ed è redatta separatamente per:
- Materiali su carta: libri, articoli, letteratura grigia, conferenze, note personali, ecc.
- Materiali elettronici: siti web, articoli, messaggi inviati a mailing list o a newsgroups, ecc.
La bibliografia contiene tutti i testi che sono stati utili all’autore per la riflessione, la ricerca e lo
sviluppo del progetto. Non si limita solo ai testi citati formalmente, ma considera anche i testi
“cardine” che hanno contribuito alla costruzione e all’ampliamento della conoscenza.
Ordinamento
Le fonti vanno ordinate alfabeticamente
1. per autore (criterio 1), e
2. per anno di pubblicazione (criterio 2).
Se un autore figura più volte con lo stesso anno di pubblicazione bisogna assegnare delle lettere
all’anno (es. 2005a, 2005b, …)


2 Libri
Di seguito riportiamo le indicazioni essenziali che non vanno mai omesse:
- Autore/autori: Cognome InizialeNome (se si tratta del curatore dopo il nome scrivere: cur.; in
caso di editori: ed.; in caso di autori vari: AA VV; In caso di molti autori è possibile dopo l’autore
iniziale inserire: et al.).
- Titolo: sottotitolo (o ulteriori complementi del titolo, per esempio la sede e data di un convegno,
non in corsivo).
- Luogo di edizione, se nel libro non c'è scrivere: s.l. (senza luogo).
- Editore, se nel libro non c'è, ometterlo.
- Data di edizione: se nel libro non c'è scrivere: s.d. (senza data).
Sequenza
Autore, Titolo: Sottotitolo, Luogo, Editore, edizione, data.
Testi redatti da un autore
Domenighetti G, Mercato della salute: Ignoranza o adeguatezza, Roma, CIC edizioni
internazionali, 1994.
Testi redatti da due e tre autori
Nachemson AJ, Jonsson E ed., Neck and Back Pain: the Scientific Evidence of Causes, Diagnosis
and Treatment,
Philadelphia, Lippincott Williams & Wilkins, 2000.
Testi redatti da più di 3 autori
Richardson C et al., Therapeutic Exercise for Spinal Segmental Stabilisation in Low Back Pain,
Edinburgh, Churchill Livingstone, 1999.

Ente come autore
Un nome di autore-ente, viene riportato come tale anche se compare in altre parti come titolo, serie,
editore: quindi va ripetuto:
DIHTA (Danish Institute for Health Technology Assessment), Low Back Pain: Frequency,
Management and Prevention from an HTA perspective,
Copenhagen, DIHTA, 1999.

3 Riviste - pubblicazioni
Sequenza
Autore, "Titolo articolo", Titolo rivista volume, numero del fascicolo: pagine in cui appare
l’articolo, Editore, Anno.
Esempio di articoli di riviste
Dionne CE et al., "A comparison of Pain, Functional Limitations, and Work Status Indices as
Outcome Measures in Back Pain Research", SPINE Vol 24, No 22: pp 2339-2345, Lippincott
Williams & Wilkins, 1999.
Articoli di giornali
Nascimbeni G, "Come l'Italiano navigatore è diventato bipolare", Corriere della Sera, 25.6.2002,
p 1 col. 9.



4 Letteratura grigia

Documenti come tesi, comunicazioni a convegni, dispense, microformati, ecc., pubblicati e distribuiti
(ossia non frutto di riproduzione personale o comunque domestica) sono descritti come il materiale a
stampa.
Se oltre all'editore è nominato un altro ente, promotore o simile, questo precede, separato da un
punto, i dati della pubblicazione.
Esempio
Gorni M cur., Problematiche assistenziali del paziente affetto da insufficienza renale, Dispense,
Scuola infermieri professionali, ASL Torino, sede CTO, Torino, 1991.
Quando si cita una riproduzione fatta per fini personali, si cita l'originale su cui questa è basata. Se
la riproduzione è posseduta e messa a disposizione da una biblioteca si citano, alla fine, gli estremi
di localizzazione: ente che possiede la copia e forma della duplicazione.
Nel caso di tesi, l'indicazione del tipo di tesi segue il titolo e l'università presso cui è discussa vale
come editore, segue l'anno (non c'è menzione del relatore).
Esempio
Rossi D, La cura a domicilio, 1980-2000, Tesi di 'Master', Università insubrica, s.d.

5 Materiali elettronici


Lo stile delle citazioni di documenti in rete è ancora lontano dall'essere standardizzato. Non
esistendo un editore nel senso tradizionale, e tantomeno un luogo fisico di pubblicazione, le
corrispondenti indicazioni possono essere sostituite dall'indirizzo di rete al quale la risorsa è
accessibile (URL = Uniform Resource Locator): è d'uso racchiudere questo, come gli altri indirizzi di
rete, fra parentesi uncinate.
Poiché le risorse di rete possono essere aggiornate e modificate con grande facilità, rendendo
spesso difficile identificare edizioni (o almeno versioni) successive, occorre citare la data in cui
gli indirizzi di rete citati sono stati visitati per l'ultima volta aggiungendo l’osservazione (Ultima
consultazione: ).
Esempio
Gozna E, Guidelines for the Diagnosis and treatment of Low Back Pain, The Workplace Health,
Safety and Compensation Commission of New Brunswick, Revised: October 2002.
<http://www.grandroundsnow.com/whscc/whscc_pdfs/LBP_Guidelines_ENG.pdf>
(Ultima consultazione: 07.11.2004)
In generale è una buona idea fornire quando lo si conosce l'indirizzo di e-mail dell'autore di una
risorsa elettronica, per permettere al lettore di contattarlo direttamente; ma è sempre bene informare
dapprima la persona interessata per ricevere il permesso di rendere pubblico il suo recapito.
Esempio
Pregadio F, pregadio@unive.it, "Come citare i documenti elettronici", Passi sulla Rete 1 (1996).
<http://www.unive.it/~dsie/passi/96_04/citazioni.html>
(Ultimo accesso: 21.8.2002)


6 Citazioni
I riferimenti bibliografici hanno forma diversa a seconda che siano nelle note del testo o nella
bibliografia finale. La citazione nelle note è considerata discorsiva.
Proponiamo due modalità:
1. nota inserita nel testo con ripresa a piè di pagina,
2. citazione discorsiva che si limita a citare tra parentesi il cognome e iniziale del nome dell’autore
e l’anno di pubblicazione (Domenighetti G, 1994) che rimanda alla bibliografia inserita alla fine
del lavoro
6.1 Nota inserita nel testo con ripresa a piè di pagina
Le note servono ad identificare la fonte dalla quale è tratta una informazione oppure a fornire ulteriori
considerazioni, citazioni e rinvii, che altrimenti appesantirebbero il testo, rischiando di far perdere il
filo a chi legge. Esse contribuiscono inoltre a documentare la serietà di una ricerca.
E' importante inserirle sin da subito nel testo, onde evitare di dimenticare col tempo da dove si era
tratta l'informazione.
A piè di pagina dopo il numero della nota seguono, in ordine diretto: cognome e nome, dati
bibliografici. Le pagine indicate in nota sono quelle relative al passo o riferimento del caso.
Esempio
La prima citazione di un documento è completa -- o pressoché tale -- e viene data in nota:
1 Ladame Françoise, Les tentatives de suicide des adolescents, Friborgo, Masson, 2001, p 24.
Per le successive citazioni si usa una forma abbreviata ancora in nota:
2 Ladame F, Ibid., p 314.
6.2 Citazione discorsiva che si limita a citare tra parentesi il cognome e iniziale del nome
dell’autore e l’anno di pubblicazione
E’ una forma apparsa di recente, molto funzionale che richiede tuttavia il rispetto di alcune regole
base.
- Il cognome e l’iniziale del nome dell’autore sono sempre citate, seguite dall’anno di
pubblicazione.
- In caso di più pubblicazioni nello stesso anno occorre differenziarle all’interno della bibliografia.
Esempi: (Butler D, 2000a) , (Butler D, 2000b),
nella bibliografia generale a fine lavoro verranno poi ripresi tutti i testi (a,b,c….).
- Nel caso di una citazione di un autore scomparso, ripreso in un testo recente, occorre riportare i
due nominativi.
Esempio: (Freud S. in Franchina P, 2001)
- Se gli autori sono più di 3 si abbrevia, dando il primo seguito da et al. e la data.
Esempio: (Ketchum W et al., 2000)

6.3 Regole generali per le citazioni
- Utilizzare una modalità coerente e una stessa struttura grafica per tutto il lavoro.
- Se le citazioni sono numerose, spaziare diversamente ( es. interlinea più piccola) o rientrare il
margine o citare “ tra virgolette” o in corsivo.
- Se si integra una frase nel testo mettere le “virgolette” o scrivere in corsivo.
- Se una citazione inizia in mezzo ad una frase mettere tre puntini “… non c’è dunque
adolescenza senza depressione.”.
- Se sono troncate inserire parentesi tonde e tre puntini “ La nozione di passato generazionale
(…) mostra inevitabili conflitti…”.

 

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